Beni Culturali Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per il Polo Museale della città di Roma

Storia del museo

Il Museo (biglietto d'ingresso 1943)

 

Targa del Generale Borgatti 

Per le sue peculiarità il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo non può che riflettere le alterne e numerose variazioni d’uso della sua sede e dev'essere considerato, al contempo, monumento, area archeologica e museo. Oltre ad essere museo di se stesso esso conserva, infatti, numerose ed eterogenee collezioni qui confluite in diversi momenti storici.
Già pochi anni dopo l'ingresso del Castello nel demanio dello Stato Italiano si affacciarono le prime proposte di musealizzazione. L'ipotesi formulata nel 1886 di istituirvi un Museo Centrale dell’Artiglieria rimase inattuata. Nel frattempo l’edificazione degli argini sul Lungotevere (1890-1893) comportava una serie di scavi e sterri fuori e dentro l’edificio, da cui provennero diversi reperti lapidei e armi antiche che diedero vita ad un primo nucleo di antichità conservato in vari ambienti al pianterreno del Castello.
Nonostante diversi locali fossero ancora adibiti ad uso delle truppe, nel 1901 il monumento fu aperto alle visite: nelle Sale di Clemente VIII e nella Sala della Giustizia trovarono posto reperti storici, materiale fotografico, una prima raccolta d’armi, monete e ceramiche rinvenute negli sterri effettuati nell'area.
La doppia vita del museo, conteso tra la direzione del Ministero dell'Istruzione e la gestione di quello della Guerra, segnò gli anni a seguire. Da un lato, nel 1907, le collezioni si arricchirono con l'acquisito di un nucleo di sculture antiche dal Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano; dall'altro, a quella data era già stato inaugurato il Museo Storico del Genio Militare. La creazione di quest’ultimo venne però ufficializzata solo nel 1911 in occasione dell’Esposizione Universale che, con la Mostra d’Arte Retrospettiva, vide molti spazi interni ed esterni del monumento utilizzati per ricostruzioni ambientali. In considerazione del successo dell’evento, vi venne istituito anche un Museo della Scultura e delle Arti Minori i cui pezzi iniziarono a giungere però solo nel 1926. Contemporaneamente alcune opere già acquisite dal castello furono dirottate a Palazzo Venezia dove era stato istituito il Museo di Storia del Medioevo e della Storia di Roma.
La rilevante pinacoteca ed il mobilio che funge da arredo nelle sale storiche giunsero in due momenti distinti.
Nel 1916 Mario Menotti, collezionista romano, donò una collezione di antichi dipinti ed arredi destinati alla Sala di Amore e Psiche (tra cui il celebre S. Girolamo di Lorenzo Lotto), allo scopo di riproporre una camera da letto pontificia del Rinascimento. Seguì, nel 1928, una donazione analoga da parte di Alessandro e Vittoria Contini Bonacossi che, basandosi sul regolamento del Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo (istituito nel 1925) andò ad arredare e decorare le altre sale degli appartamenti papali.
La nascita e l’imprinting fondamentale del Museo si devono a Mariano Borgatti, primo direttore del castello, nominato generale proprio per i meriti acquisiti per il lungo lavoro di direzione dei restauri (talvolta discutibili) del monumento. Dalla gestione militare deriva la progressiva acquisizione di una cospicua collezione d’armi antiche e moderne (oggi, in gran parte in deposito) e di cimeli storico-militari (parzialmente trasferiti al Vittoriano). L’impronta militare fu mantenuta dal museo fino agli anni Settanta dello scorso secolo, momento in cui iniziarono ad affacciarsi differenti orientamenti museologici e, oltre ad una rinnovata attenzione per la decorazione ad affresco, completamente restaurata tra il 1979 e il 1981, trovarono spazio espositivo la collezione di ceramiche (con esemplari databili tra il XV e il XVIII secolo) e un interessante nucleo di sculture medievali e moderne, in parte già presenti, in parte acquistate.

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pagina creata il 04/10/2005, ultima modifica 02/12/2014