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Perin del Vaga - Alessandro fa riporre in uno scrigno le opere di Omero

Perin del Vaga - Alessandro Magno fa riporre in uno scrigno le opere di Omero Pietro di Giovanni Bonaccorsi, detto Perin del Vaga, e aiuti
(Firenze 1501 - Roma 1547)
Storie di Alessandro Magno:
Alessandro fa riporre in uno scrigno le opere di Omero (Sala Paolina)
1545-1547
affresco ritoccato a secco

La scena raffigura l'episodio in cui Alessandro fa mettere in salvo in uno scrigno i poemi omerici. Si tratta di un chiaro riferimento celebrativo alla raffinata cultura e all'amore di Paolo III Farnese per i testi classici, passione che accomunò il papa al colto sovrano macedone dell'Antichità, noto, oltre che per le sue imprese militari e conquiste, per aver avuto Aristotele come suo precettore. Numerosi sono i disegni noti riferiti a questo episodio, tuttavia l'unico autografo di Perino sembra essere quello conservato a Londra (Collezione Gere), dove lo spazio è compresso tra le due imponenti figure laterali e la folla assiepata dietro lo scrigno, al pari della scena dipinta. Unica variante, rispetto all'opera finita, i libri accatastati in primo piano, sostituiti nell'affresco con un unico grande tomo posto di taglio, probabile aggiunta dell'esecutore, forse Pellegrino Tibaldi, per accrescere il senso di profondità spaziale.
Le pareti della Sala Paolina furono dipinte tra il 9 gennaio e il 31 luglio del 1547. Di questi affreschi Perino fu l'autore dei cartoni preparatori, lasciando in gran parte la realizzazione pittorica ai suoi collaboratori, in linea con un'organizzazione del lavoro nelle vaste imprese ereditata dal suo maestro Raffaello. A Pellegrino Tibaldi e a Domenico Zaga, poi subentrato alla guida del cantiere alla morte di Perino (ottobre 1547), spettò in gran parte l'esecuzione dei cinque riquadri monocromi presenti lungo i due lati maggiori del salone. All'episodio descritto, sulla parete destra dall'ingresso, si aggiungono le scene con Alessandro che taglia il nodo di Gordio e con La clemenza di Alessandro verso la famiglia di Dario. Sulla parete sinistra, si notano Alessandro che mette pace tra due commilitoni e Alessandro che consacra le arche dell'Alleanza. Per quanto realizzate da diverse mani, le storie risultano stilisticamente omogenee. Il senso di monumentalità delle figure, dettato anche dal tono solenne del ciclo, ma già evidente in opere precedenti quali la decorazione della Sala dei Giganti di Palazzo Doria a Genova e il basamento della Stanza della Segnatura in Vaticano, prende qui il sopravvento sulla sofisticata eleganza che caratterizza invece le pitture presenti nei camerini riservati dell'appartamento farnesiano, e va interpretato anche alla luce del confronto diretto con il Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina, di cui Perino fu chiamato ad eseguire la spalliera.

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pagina creata il 13/07/2012, ultima modifica 24/06/2015